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UPWARD MOBILITY


sabato 22 giugno 2019
ore 21

 

UPWARD MOBILITY
L'inafferrabile movimento continuo nei corti animati di Emanuele Kabu

Proiezione ed incontro con l’autore
 

Le sperimentazioni animate di Emanuele Kabu, giovane autore che già vanta collaborazioni importanti tra cui I tre allegri ragazzi morti e i Red Hot Chili Peppers, ci trasportano in uno spazio onirico, ipnotico ed in perpetuo movimento. Dall'astrattismo al cubismo, dall'eletrtonica al rock, di fotogramma in fotogramma si costruisce un universo animato dallo stile inconfondibile.

 

> Approfondimento
a cura di Arianna Pagani
 

Belluno, 1978: sono il luogo e la data di nascita di Emanuele Bortoluzzi. A 15 anni, decide che ciò che avrebbe voluto fare nella sua vita sarebbe stato intrecciare le immagini in movimento con la musica; sono passati più di vent’anni e nel frattempo è diventato Emanuele Kabu. Inizia ad approcciarsi all’arte producendo graffiti. Successivamente si avvicina al disegno, diventando illustratore. La sua formazione nell’ambito dell’animazione è da autodidatta. Oltre a disegnare è attivo nel mondo della musica: è stato cantante del gruppo Kai Yan Wang, è stato parte del gruppo ENT, infine ha partecipato alle sperimentazioni musicali del gruppo Rotorvator. Attualmente lavora ecletticamente tra l’animazione, il disegno e la musica, che unendosi danno vita ai suoi cortometraggi.

Kabu, nel corso della sua carriera ha collaborato con artisti di rilievo ed etichette discografiche importanti a livello nazionale ed internazionale. Ha lavorato per i Red Hot Chili Peppers, Martin Garrix e i Tre Allegri Ragazzi Morti, per citarne alcuni. Per sette volte ha ottenuto la “Vimeo Staff Picks”.
 

Durante la manciata di minuti di un cortometraggio di Emanuele veniamo trasportati in un “altrove”, un “oltre” ricco di elementi del reale che vengono distorti creando un’atmosfera psichedelica, dinamica ed ipnotica. Il movimento meccanico caratterizza i suoi primi lavori come “Growing” e “Green and Yellow”; col passare del tempo le figure, le forme ed i colori iniziano a mutare, a scorrere con fluidità seguendo la melodia. “Caramella” videoclip dell'omonima canzone dei Tre Allegri Ragazzi Morti è un incessante nascita/morte di figure in perpetuo movimento che si rincorrono l'una con l'altra senza soluzione di continuità. Anche “Azulejos” con Andrea Mangia, detto Populous, è animato dallo stesso Karma anche se le immagini si fanno più geometriche e fanno riferimento alle tipiche piastrelle portoghesi. Sia nella meccanicità che nella fluidità dei movimenti lo stile di Emanuele Kabu mantiene la sua caratteristica principale: l’inafferrabile mutamento continuo. I colori, le geometrie, le forme, gli occhi, le maschere, i volti, gli scorci di vita reale rimangono i mezzi principali di espressione che si trasformano e trovano nuove combinazioni, di cortometraggio in cortometraggio, suscitando reazioni diverse nello spettatore.
 

Le sue geometrie essenziali, associate senza regole figurative rigide, trasmettono sensazioni pure, come nella trasformazione alla forma “zero” del suprematismo di Malevic. Non mancano le citazioni futuriste, nei molteplici riferimenti alla velocità e cubiste: si pensi ad un video come APERTURE, in cui una serie di volti hanno la parvenza delle maschere dell’arte negra che sembrano provenire dal quadro “Les Demoiselles d’Avignon”. Macchie di colori e textures si scambiano in modo astratto. Come per Kandinsky i colori diventano suoni, che si muovono a ritmo e ci fanno provare emozioni: gioia, dolore, preoccupazione, inquietudine oppure pace. Diventano vibrazioni dell’anima, come fosse una sorta di “spirituale” dell’animazione.